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GIRO D’ITALIA 2019

Domenica 12 maggio si è corsa la Bologna-Fucecchio, seconda tappa del Giro d’Italia 2019: 205 km che hanno attraversato Emilia-Romagna e Toscana, nello specifico le province di Bologna, Prato, Pistoia e Firenze. Sulla carta questa frazione doveva essere indirizzata ai velocisti visto che non ci sono state particolari difficoltà altimetriche eccezion fatta per il Castra (terza categoria) e il San Baronto (quarta, a 28 km dal traguardo).

Tappa mossa. Inizio a salire fino allo scollinamento appenninico seguito da lunga discesa fino a Prato. La tappa è proseguita con una serie di salite e discese di diversa difficoltà tra le quali il GPM di Montalbano (il Castra). Chilometri finali con molte curve e saliscendi.

Ultimi 4 km cittadini su strade nella prima parte piuttosto strette con alcuni cambi di direzione sensibili. Sono seguiti ampi viali rettilinei intervallati da leggere deviazioni su rotatorie. Rettilineo finale di 900m su asfalto largo 7m.

Ad alzare le braccia al traguardo è stato il tedesco Ackermann che ha vinto il testa a testa in volata con Elia Viviani. L’inizio della tappa è stata caratterizzata da una lunga fuga a 8 che ha visto fra i protagonisti anche gli italiani Ciccone, Frapporti, Maestri e Cima. La fuga è stata totalmente riassorbita a 10 km dall’arrivo, poi una caduta ha frazionato il gruppo ad un tiro di schioppo dal traguardo. Ackermann ha avuto la meglio su un Viviani che ha commesso l’errore di attaccare in ritardo. Roglic ha conservato la maglia rosa davanti a Yates e Nibali.

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